Cosa è cambiato rispetto a Bay City

Il 27 febbraio è uscita la seconda stagione di Altered Carbon, adattamento del romanzo cyberpunk omonimo di Richard K. Morgan pubblicato nel 2002.

Della prima stagione ne avevamo già parlato qui, ponendo l’accento sulla questione dell’identità. Infatti, in questo futuro immaginario, la coscienza umana può essere digitalizzata in pile corticali, e i corpi non diventano altro che custodie su cui scaricarla.

Takeshi Kovacs, conosciuto come l’Ultimo Spedi rimasto in vita, in questo nuovo capitolo ci viene presentato con un nuovo volto: quello di Anthony Mackie.

Per chi si aspettasse un proseguimento in linea con i sequel letterari, purtroppo resterà deluso: questa seconda stagione non riprende le vicende del volume Angeli Spezzati. Per cui, si lasciano da parte spedizioni archeologiche alla ricerca di antiche civiltà, per dare spazio a guerre e complotti.

L’ambientazione principale è Harlan’s World, il pianeta natale di Kovacs, che viene ora governato dalla figlia del fondatore Konrad Harlan, Danica (Lela Loren). Lo stesso pianeta dove secoli prima si era consumata la ribellione comandata da Quellcrist Falconer (Renée Elise Goldsberry).

La situazione, a primo impatto, non sembra per niente migliorata, anzi. I quellisti sono ancora attivi, la guerra è in stallo, e il Protettorato preme per ottenere il controllo della situazione.

La governatrice Danica Harlan di fronte agli abitanti di Harlan’s World

La complicata questione della ricustodia per Takeshi Kovacs

Se vi è mai capitato di svegliarvi senza ricordarvi il giorno o riconoscere il luogo, potete immaginare come sia risvegliarsi dalla criogenesi. Solo che i giorni possono diventare mesi o secoli, il luogo potrebbe essere un altro pianeta e, infine, potreste non riconoscere il vostro corpo.

Non è un caso che Kovacs come prima cosa chieda sempre uno specchio (e non importa chi tu sia, quello specchio è meglio che glielo procuri).

A tutto ciò, aggiungeteci che le morti di Kovacs sono estremamente violente, il che non aiuta di certo ad acclimatarsi nella nuova custodia.

Sfruttando questo espediente, l’utilizzo degli effetti speciali non può che sorprenderci. La confusione nella mente di Takeshi, causata dalla sovrapposizione di eventi passati a quelli presenti, domina i primi episodi della nuova stagione.

L’espressione “fare i conti col proprio passato” per Kovacs si fa reale, soprattutto quando si ritroverà a combattere con una versione più giovane di sé stesso. Questo giovane Kovacs risulta essere un back-up della sua memoria, precedente alla spedizione che lo fece disertare dal Protettorato.

Nessuna relazione intima con Quell, quindi, e nessun desiderio di vendetta nei confronti del sistema.

La nuova custodia di Takeshi Kovacs

Stesse tematiche, diverso stile

L’atmosfera della nuova stagione si discosta dal noir e dal cyberpunk che caratterizzano i romanzi, a favore di una fantascienza più classica e di maggiore azione. Il risultato potrebbe deludere i fan più affezionati al world building dei romanzi, lo stesso Richard non nasconde di essersi ispirato al modello di Blade Runner.

Tuttavia, le tematiche affrontate restano sempre le stesse. Alla base di tutto, il conflitto filosofico e morale generato dal progresso tecnologico. Durante la visione non è difficile domandarsi se l’umanità sia arrivata al capolinea e se, in alcuni casi, lo abbia già superato.

Partendo dalla questione delle pile corticali, è chiaro che chi vive di più è chi ha più soldi. E vivere per svariati secoli, in questo futuro distopico, significa avere più potere. Se l’idea iniziale che portò alla digitalizzazione della coscienza umana era la possibilità di viaggiare nelle profondità dello spazio, le famiglie più ricche hanno visto un potenziale del tutto diverso.

Tra back-up e continue ricustodie, queste persone possono vivere così a lungo da perdere qualsiasi empatia verso gli altri esseri umani. Tanto che lo stesso nome per identificarli, Mat, è un riferimento bibliografico al pluricentenario Matusalemme.

Paradossalmente, il personaggio più interessato a cosa ci rende umani è Poe (Chris Conner), un’intelligenza artificiale. L’unica, tra le altre, ad avere ancora un forte attaccamento per degli “stupidi sacchi di carne”. Fortemente danneggiato dagli eventi finali della prima stagione, Poe sarà oggetto di numerosi malfunzionamenti, tanto da mettere più volte Kovacs in pericolo. Al suo fianco compare una nuova I.A., Dig 301 (Dina Shihabi), un’intelligenza artificiale creata da archeologi, ormai in disuso.

Poe e Lizzie Elliot

Come si può dedurre dal finale, non è da escludere la produzione di una terza stagione da parte di Netflix. Staremo a vedere come si evolverà ora l’universo di Altered Carbon, a cui abbiamo già visto aggiungersi uno spin-off animato scritto da Dai Sato dal titolo Altered Carbon - Resleeved.

 

Questo articolo è stato scritto da...

Silvia Bertolin

Autrice

Non ho ben chiaro che cosa ho fatto della mia vita fino ad ora, ma una cosa è certa: i gatti ne hanno sempre fatto parte.

Ho detto sì a Valsoia, ma anche al colesterolo.