Il gioco di ruolo è stato sin dai suoi albori, per una questione tecnica più che ideologica, strettamente connesso alla convivialità, allo stare insieme in una serata diversa dalle altre. Univa come un sottile filo conduttore tutte le scorribande all’aperto di quando si era ancora bambini e ammantava di un alone magico la finzione legata a bastoni a guisa di spade e lenzuoli per mantelli. Per molti era il momento più atteso della settimana, quasi come l’elettricità di sfogliare le pagine di un nuovo numero del proprio fumetto preferito. L’unica differenza stava nel fatto di poter vivere in prima persona qualsiasi avventura dettata dalla fantasia. Ancora una volta, a distanza di anni, è possibile per un adulto tornare ragazzino, partire all’esplorazione dimenticandosi per una volta gli stretti confini del boschetto dietro casa.
Seminare distanza in una passione sorta in modo così stabile sulla condivisione di esperienza pare, a prima vista, equivalere a scolpirle un epitaffio. Eppure, persino la chiusura coatta ai movimenti e il cambiamento avvenuto nei rapporti interpersonali nel corso dell’anno passato hanno a malapena scalfito l’animo appassionato dei giocatori. Misure per ovviare alla distanza erano già da tempo state scoperte.

La passione non è tutto

Diciamocelo senza girarci troppo attorno: il gioco di ruolo faccia a faccia non si batte. Tutti seduti attorno a un tavolo – anche se non è l’unico modo e i LARP ce lo insegnano –, scheda sotto gli occhi e il profumo unto degli snack salati. Eppure, l’Eden può rappresentare un miraggio anche in condizioni ordinarie. Stanchezza opprimente, mancanza di spazi o compagni latitanti (a volte tutto insieme) rischiano di precludere l’opportunità di un ritrovo. Se nel primo caso spesso è sufficiente riacquistare una routine di sonno umana, gli ultimi due ostacoli sono forse i più tosti. Non tutti potrebbero avere una stanza per contenere la caciara e dei vicini dall’orecchio delicato difficilmente sopportano l’esultanza espressa dopo un successo critico. Inoltre, non sempre gli amici disponibili a condividere gesta eroiche sono a portata di mano. A volte abitano lontani quelle che sembrano distanze incolmabili, a volte quelli distanti siamo proprio noi. Insomma, chi ha i denti non è detto abbia anche il pane.

In una situazione di tale necessità, per fortuna, la portata straordinaria della globalizzazione digitale tende la mano ai postulanti. Nato in grembo alle prime comunità online sui circuiti di forum a tema, il Play by Chat elimina qualsiasi requisito di compresenza e contemporaneità tipico del GDR in carne e ossa. In uno spazio a disposizione per l’utenza sparsa potenzialmente in tutto il mondo, il personaggio muove i propri passi attraverso un messaggio di testo. Alle azioni descritte con minuzia e caratterizzazione segue la risposta di un altro giocatore, che a sua volta contribuisce alla forma dell’avventura. Ogni momento può essere quello buono per spulciare le notifiche e dire la propria. Solo una cosa è certa: ogni momento è buono per ruolare.

Per sentirsi ancora più vicini

La delicata situazione sanitaria che stiamo vivendo in questo momento storico, come è facile intuire, rende difficoltosa l’organizzazione di sessioni dal vivo. Siamo sollecitati a rimanere a casa, ci troviamo a sperimentare un forte mutamento nel modo di vedere i contatti con individui esterni al nucleo familiare. Di conseguenza, i gruppi consolidati nelle più disparate edizioni e ambientazioni sono stati costretti a correre ai ripari. Dove? Dal 2012, grazie a una campagna positiva su Kickstarter, prende vita il progetto di Roll20 [roll20.net], piattaforma virtuale che contiene gli strumenti essenziali per gestire sessioni di gioco di ruolo. Griglie, mappe, pedine, schede del personaggio, manuali per le regole, fino ad arrivare a un sistema integrato di chat vocale e tracce di musica ambientale per ravvivare l’atmosfera durante la narrazione. Fra le risorse di maggior valore, però, troviamo un motore di ricerca per partite aperte. Il sistema incoraggia quanti non hanno ancora un gruppo di amici con cui giocare oppure chi si sente curioso di conoscere qualche volto nuovo. Il sito possiede un buon assortimento di materiale (anche gratuito) da varie fonti, con la possibilità di caricare i propri asset per le campagne originali. Si possono effettuare persino lanci di dado, anche se purtroppo saranno interamente in digitale. La sensazione di stringere il proprio icosaedro fortunato, dopotutto, è qualcosa di magico e insostituibile.

Eppure torneremo a riveder le stelle

Ogni avventuriero attende con ansia il momento in cui potrà riabbracciare i propri compagni. Il party è arrivato a conoscersi come una vecchia combriccola di amici durante i lunghi viaggi dopo la prima sessione. Lo stesso tocca ai giocatori che raccontano queste storie. Non ci è dato sapere ancora di preciso quando questo giorno arriverà. La sola cosa certa è che nella notte più buia, inospitale e burrascosa, la locanda accoglie con calore i viandanti affaticati. Al termine di un lungo e pericoloso dungeon scavato nella montagna si fa sempre ritorno in superficie.

Questo articolo è stato scritto da...

Carlo Lucca

Autore

Non mi rimane più molto tempo. Se devo lasciare un messaggio che sia di monito a quanti verranno dopo di me, occorre ch’io sia svelto. Pensateci due volte prima di avvicinarvi alla terribile Salamandra, d’istinto prona a un senso dell’umorismo ermetico e bizzarro. Fuggite! Fatica a rendersi conto quanto le sue battute di squallido gusto non facciano effettivamente ridere a nessuno. Ma se solo dovesse riuscire a mettere le vostre zampette su di voi, possano gli Dei scamparvene…

SCAPPATE! Sento come se qualcosa si stesse avvicinand- *DAB*