Viaggiare, se lo si fa con il giusto spirito, è una delle esperienze più formative che si possano compiere. L'arricchimento derivante dal visitare nuovi luoghi riguarda molteplici aspetti, a partire dalle persone, con le loro abitudini, usi e costumi, che sintetizzano modi di pensare, di fare, di vivere a volte affini e a volte diametralmente opposti da quelli del viaggiatore, o del visitatore. L’unico limite che si può riscontrare viaggiando consiste nella natura umana del vissuto: per quanto distanti da noi per cultura e civiltà, troveremo sempre e solo esseri umani sparsi per il globo. Ma cosa potremmo scoprire se, ad esempio, potessimo visitare mondi sconosciuti, popolati da esseri viventi che non siano i nostri simili (ogni riferimento a galassie lontane lontane è puramente casuale)? Questo non è ancora possibile, per il momento, ma la storia dimostra che l’uomo, pur con infinite contraddizioni, è la forma vivente che (dal punto di vista culturale) più si è evoluta e più si è spinta al di là dei propri limiti, attraverso l’ingegno, la tecnica, la creatività. Walt Disney era fermamente convinto che se puoi sognare una cosa, se puoi immaginarla, allora puoi farla. Quindi, se è vero che “fisicamente” non siamo ancora in grado di viaggiare nello spazio per scoprire qualcosa che forse va ancora al di là delle umane conoscenze, nulla ci impedisce di farlo tramite l’immaginazione.

Genio e videogiochi: una nuova frontiera

Un medium che, soprattutto negli ultimi tempi, ha conquistato un pubblico sempre più ampio e che ha permesso all’estro umano di mostrare molto del suo potenziale, è il videogioco. Inizialmente guardato con sospetto e scetticismo, è stato capace di evolversi generazione dopo generazione (videoludica, s’intende), sfornando capolavori in serie con storie magnifiche, personaggi straordinari, ambientazioni sublimi. È questo il punto: oggi, tramite un pc o una console, ci è permesso vivere delle avventure che normalmente potremmo solo sognare. Possiamo viaggiare, nel vero senso della parola, in universi alternativi, con una loro organicità, una struttura di fondo armonica e coerente che li sorregge e che conferisce loro estremo realismo, un realismo capace di farci provare vere emozioni e un coinvolgimento riscontrabile in pochi altri settori dello scibile umano (pensiamo a musica, libri, film…).

Il genere di videogioco che più si concentra sulla trama e sulla narrazione è sicuramente l’avventura grafica. In gran voga negli anni ’90, è andata progressivamente scomparendo dal panorama videoludico, ma dopo una pausa di circa un decennio nei primi anni duemila, è tornata sulla scena con il lavoro di una casa produttrice in particolare, la Telltale Games, che è riuscita a riportare in auge un genere ormai dato per morto. Nell’epoca d’oro delle avventure grafiche, però, c’era un’altra software house, oggi non più esistente, che offrì al pubblico delle autentiche perle: la LucasArts. Maniac Mansion, Day of the Tentacle, Full Throttle, Monkey Island, sono titoli che ai più giovani diranno poco, ma che ai tempi ebbero grande impatto. Tra questi, uno in particolare è rimasto nel cuore di moltissimi fan, ed è ancora oggi considerato una pietra miliare nel suo genere: Grim Fandango.

“Perdonate l’attesa, Mr. Flores. Sono pronto per accompagnarla”.

Pubblicato nel 1998, Grim Fandango viene ricordato come uno dei più bei videogiochi mai realizzati, ma che segnò allo stesso tempo il definitivo tramonto del genere delle avventure grafiche, a causa delle scarse vendite. Negli anni, i fan, a partire dal creatore Tim Schafer, non hanno mai perso la speranza di poter nuovamente assaporare questo grande classico. Ebbene: nel 2015, l’impresa si compie e Grim Fandango viene ripubblicato, ammodernato con una veste grafica rivisitata, ma in tutto e per tutto fedele all’esperienza originaria.

La storia narra le gesta del protagonista Manny Calavera, un semplice agente di viaggi che, per una serie di ragioni che non si andranno qui ad indagare (onde evitare spoiler), si troverà a vivere delle peripezie assurde ma meravigliose insieme a personaggi stravaganti ma indimenticabili. Fin qui niente di speciale, se non si tiene conto che le vicende non si svolgono nel mondo dei vivi, ma in quello dei morti. Nella Terra dei morti, nella città di El Midollo per la precisione, Manny deve vendere pacchetti viaggio ai defunti per il Viaggio Quadriennale dell’Anima verso l’eterno riposo nel Nono Aldilà. Se in vita si è tenuto un comportamento irreprensibile, sarà possibile acquistare un biglietto per il Numero 9, il miglior treno espresso che permette di arrivare a destinazione in quattro minuti anziché quattro anni. Al contrario, a chi si è comportato in modo riprovevole spettano offerte inferiori, fino al dover attraversare la Terra dei morti semplicemente a piedi. Manny, dal canto suo, non potrà raggiungere il Nono Aldilà fino a che non avrà pagato “un piccolo debito” di cui non si conosce bene la natura, probabilmente collegato a certe sue azioni compiute quando era in vita. La situazione, però, non gioca in suo favore: da troppo tempo ormai i migliori clienti sono un’esclusiva del collega Domino Hurley e il suo capoufficio gli assegna solamente i casi peggiori, impedendogli di espiare le colpe commesse in vita e di poter finalmente raggiungere l’agognato paradiso. A volte, però, la fortuna la si crea con le proprie mani: con un astuto stratagemma (e con l’aiuto del folle demone della terra Glottis, che diventerà poi il suo amico più stretto) riuscirà a rubare un cliente prezioso a Domino, la dolce Mercedes Colomar. Con un curriculum impeccabile come il suo, Manny sarà finalmente in grado di tornare a vendere biglietti per il Numero 9, ma è qui che la storia prende una svolta: non esiste alcun biglietto “doppia N” (così vengono anche chiamati questi rari artefatti) previsto per Mercedes. Manny cercherà allora di far luce sulla vicenda: inizierà per lui un viaggio entusiasmante, che lo porterà a smascherare quella che si rivelerà essere una vera e propria cospirazione che andrà a minacciare l’esistenza stessa della Terra dei morti.

Oltre il videogioco: arte, emozioni, messaggi

È lecito chiedersi per quale motivo Grim Fandango sia un titolo così memorabile, soprattutto al giorno d’oggi, in cui l’avventura grafica è un genere di nicchia, secondario rispetto a molti altri che dominano l’offerta videoludica. Mai come in questo tipo di videogiochi contano alcuni fattori essenziali: una storia intrigante, dei personaggi ben caratterizzati, dei dialoghi curati e mai banali, degli scenari evocativi e un’atmosfera affascinante e suggestiva. Grim Fandango è un mix di tutti questi elementi, che si fondono in maniera perfetta: un viaggio di quattro anni (cioè quattro capitoli) attraverso una moltitudine di luoghi esotici in stile noir, realizzati con straordinarie ambientazioni in 3D ispirate all’Art Deco e all’architettura azteca; un’inaspettata rete di intrighi che coinvolge una serie di personaggi unici e mai scontati, dai principali alle comparse; una storia complessa costruita con dialoghi arguti e sagaci, che ancora oggi dopo vent’anni non hanno rivali; infine, centinaia di enigmi, alcuni più semplici e bilanciati, altri che metteranno alla prova anche le menti più capaci. Nondimeno, fa da contorno una lussureggiante colonna sonora jazz, magistralmente azzeccata in ogni sua traccia. Tutto questo è Grim Fandango: non manca nulla, tutto è perfettamente equilibrato e calibrato, tutto funziona a meraviglia, tutto ha il suo posto e la sua funzione. In sintesi: un capolavoro di rara bellezza e maestria, che accompagnerà il giocatore in un viaggio indimenticabile, che lo terrà incollato alla sedia dall’inizio alla fine.

Viaggi reali e viaggi virtuali: strade diverse, stesso traguardo

Nessuna esperienza “virtuale” potrà mai sostituirsi al viaggiare nel vero senso della parola, questo è innegabile. È altrettanto vero, però, che solo viaggiando con la fantasia ci è concesso raggiungere lidi inesplorati e reconditi, altrimenti irraggiungibili. Degli universi paralleli che, per il valore intrinseco che possiedono, per le emozioni che lasciano, sono tranquillamente equiparabili a ciò che si prova nel mondo reale, lasciando una traccia indelebile e un ricordo che dureranno per tutta la vita. Che aspettate dunque? Siete pronti a saltare sul Vagone d’Ossa e imbarcarvi in questa splendida avventura? Se sì, tenetevi forte: Glottis è un po’ spericolato al volante!

Questo articolo è stato scritto da...

Daniel Boaretto

Collaboratore

Un bradiposo abitante della nostra bradiposa giungla. Ovviamente, è una bestia da tastiera come tutti noi!