Quando siamo ancora piccoli, tutto intorno a noi pare enorme ai nostri occhietti. Arriviamo a malapena con il muso sul davanzale ma già fantastichiamo su ciò che si trova al di là dei sottili infissi di legno. Il mondo, fuori, si contorce e avanza animato di un alito di vita che ci scompiglia i capelli, a farsi beffa della nostra candida ignoranza. Curiosi, bramiamo con ardore l’attimo in cui potremo, finalmente, smentirlo.

La vita di un allenatore di Pokémon comincia solamente quando compie i dieci anni di età. O, per meglio dire, è da quel momento che inizia a fare sul serio. L’avventura è pronta ad accoglierlo a braccia aperte.
Prima, si poteva tratteggiare il mondo al di fuori della manciata di casupole che chiamavamo casa grazie alle voci che ne parlavano. Ora, invece, si sente in ogni respiro tratto e riverbera limpido in noi e, allo stesso tempo, ci racchiude. Smettiamo di immaginare e iniziamo a vivere.

La partenza è la decisione più dura

Da soli, non abbiamo gli strumenti per affrontare quello che ci aspetta nel nostro viaggio attraverso la regione. Il cammino è lungo e zeppo di pericoli, ma una mano ci viene in soccorso. La scelta di un compagno dà inizio alla nostra avventura, ci offre il giusto sostegno nei primi, difficili momenti che caratterizzeranno il nostro viaggio. La sua rilevanza, però, non è relegata a un semplice ruolo di supporto, secondario o subordinato. Infatti, determinerà quali saranno gli ostacoli che meglio saremo pronti a superare. Allo stesso tempo, sapremo cosa ci darà più filo da torcere minacciando di farci correre ai ripari. Darà forma a chi siamo e a cosa diverremo. Nessuna delle leggende sull’Olimpo degli allenatori si troverebbe lì senza il suo primo Pokémon, tanto che la nomea di questo compagno portentoso quasi riecheggia della medesima potenza della sua controparte.

Se tale forza può essere raggiunta, essa non è nulla senza un saldo legame che unisce un allenatore ai suoi compagni. Il nostro viaggio si costruisce a partire dalle esperienze e dagli incontri di cui si compone e questi primi passi si rivelano fondamentali per intrecciare un’amicizia destinata a durare. L’incontro con un allenatore, la cattura di un altro Pokémon, la scoperta della miriade di vite dietro questo mondo in movimento. Poco alla volta, mentre avanziamo lontano dal sentiero battuto, l’avventura ci rivela i segreti che voci riportate non sono in grado di trasmettere. Atti eroici e ingiustizie, incursioni nell’ordinario e storie di melodrammatica quotidianità.

La nostra avventura in un organismo in divenire

Fin dal primo istante in cui mettiamo piede nell’erba alta, abbiamo chiaro quale sia la destinazione. Un database di informazioni da colmare rappresenta solo il pretesto per spingerci ogni volta un poco oltre. La curiosità è senza dubbio un carburante essenziale per la nostra avventura, ma c’è chi si mette in marcia con idee differenti per la testa. Fama, potere, senso di giustizia e di libertà. Avremo un assaggio di questo e molto altro.

La regione che ci ospita ha la sua millenaria routine, fatta di una miriade di individualità ad abbozzarne i tratti frastagliati. Come un torrente montano, non arresterà certo il suo corso per fare inserire un nuovo rigagnolo in affluenza. Per la maggior parte del viaggio, ci sentiremo come in balia della corrente delle cose. Un’organizzazione malavitosa allunga in modo irreversibile le sue lunghe dita sulle attività commerciali delle grandi città. Il percorso che ci porta a visitare le numerose palestre di allenatori avviene sempre sulla scia di qualcuno più veloce e abile di noi. Lo spettro del dolore e della sofferenza per una perdita, reso tangibile, rivela una propria ulteriore dimensione. Ad alcuni di noi sembrerà quasi di essere stati deragliati dagli avvenimenti, dalle continue deviazioni, le pause, le risacche. Capiterà di domandarci il motivo per cui abbiamo accettato di esplorare un’area popolata da Pokémon esotici al solo fine di recuperare una dentiera d’oro.
Solo allora il viaggio assume ai nostri occhi la forma di un organismo molto simile al mondo che ci ospita. È vivo, respira, cresce nutrendosi di esperienze.

La destinazione non è mai la fine di un viaggio

Nella scalata verso l’ultima sfida che dobbiamo affrontare, viene quasi naturale guardarci alle spalle. Ricordiamo le esperienze passate e, nel constatare quanta strada abbiamo fatto, sembra difficile che manchi così poco alla vetta.

Finalmente, sul tetto del mondo dove solo i migliori osano arrivare, siamo misurati solo in virtù di quanto sono affinate le nostre abilità. A tu per tu con i quattro allenatori più forti, potremo dimostrare di non essere più gli stessi di quando siamo partiti, di quando abbiamo solcato per la prima volta le strade sconosciute della regione. Siamo cresciuti. C’è spazio in abbondanza per dimostrarlo.

Pare di avercela fatta, quando anche il quarto maestro allenatore ci concede la vittoria. Tuttavia, le porte innanzi a noi si spalancano, rivelando un’altra persona al posto che ci spetterebbe. Chi è partito con noi da un piccolo villaggio rurale, chi ci ha sempre preceduto nelle sfide in palestra, chi ci accompagnato nel nostro viaggio fino a questa conclusione. Dal punto di vista simbolico, il nostro rivale altri non è che noi stessi o, meglio ancora, la figura del viaggiatore per eccellenza, in una dimensione che trascende il tempo. Chi ci attende al valico sono le persone che hanno tentato questa sfida prima di noi, mentre eravamo in viaggio e addirittura coloro che seguiranno le nostre orme. L’allenatore per antonomasia, colui che non teme l’ignoto, Pokéball alla cintura e un paio di scarpe comode allacciate ai piedi. Dentro, l’affamata curiosità di chi vuole sapere.

Vincere segnerà davvero la fine dell’avventura?
Assolutamente no.

Questo articolo è stato scritto da...

Carlo Lucca

Autore

Non mi rimane più molto tempo. Se devo lasciare un messaggio che sia di monito a quanti verranno dopo di me, occorre ch’io sia svelto. Pensateci due volte prima di avvicinarvi alla terribile Salamandra, d’istinto prona a un senso dell’umorismo ermetico e bizzarro. Fuggite! Fatica a rendersi conto quanto le sue battute di squallido gusto non facciano effettivamente ridere a nessuno. Ma se solo dovesse riuscire a mettere le vostre zampette su di voi, possano gli Dei scamparvene…

SCAPPATE! Sento come se qualcosa si stesse avvicinand- *DAB*