Ci sono emozioni che identifichiamo più facilmente, che si fanno strada senza trovare troppi ostacoli nella vita di tutti i giorni. Certe volte anche le più piccole cose riescono a suscitare grandi reazioni in noi, come un sorriso che può farci battere il cuore o tremare di paura. Ma capita anche che le emozioni si nascondano appena sotto la superficie, sempre presenti ma difficili da identificare subito. E così scavano, lasciando un solco che spesso e volentieri direziona parte della nostra vita, nel bene e nel male.

Parliamo così di tormento. Quando qualcosa ci tormenta, ci accompagna in tutto quello che facciamo, insinuandosi nelle increspature della nostra vita. Scelte da compiere, scelte compiute e situazioni che ci segnano tanto che il solo ricordarle ci logora. Quale miglior tema per lo spooktober?

Tormento

Negli ultimi mesi ha fatto molto parlare di sé il secondo capitolo tanto atteso di The Last of Us, in cui il tormento che già pervadeva l’ambiente di gioco si è espanso fino a invadere la realtà, portando spunti di riflessione ai giocatori e all’intero mondo videoludico. Il cinema ci ha regalato poi nel mese appena passato un Leone d’Oro a Never gonna snow again alla Biennale Cinema, una storia che con un tocco di metafisica e onirismo va a trattare le paure e i dubbi che albergano nel cuore degli uomini. E cosa dire poi dei supereroi, sempre più pervasivi nell’ambiente del cinema e delle serie TV, che spesso si sentono tormentati e contesi dal lato umano delle loro emozioni. E sempre il cinema ha cercato di dare voce anche a quei tormenti che nell’arte hanno fatto storia, da Van Gogh a Ligabue, generazioni di artisti hanno rappresentato un tormento senza voce con la loro pittura. E se il lato umanistico sembra ben prestarsi alla ricerca sul tema, non da meno risultano essere i campi scientifici, in cui non solo i ricercatori vivono in costante tensione verso nuove scoperte, ma lo fanno ponendosi domande filosofiche in grado di scombussolare anche solide fondamenta fatte di formule e numeri!

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Alessia Zannoni

Fondatrice

Cresciuta a pane e Pokémon e giocatrice di Magic della domenica, colleziono dadi e ripongo in loro la mia più estrema fiducia quando si tratta di prendere decisioni importanti.
Il modo più sicuro per approcciarmi è offrire del cibo, ma mi potete tirare fuori dal guscio suggerendo buone letture e film con cui passare una serata sotto le coperte e con una tisana tra le zampe.

Mezzelfa disadattata per natura, mezzorca per attitudine, Tartaruga per scelta.

Sara Zarro

Signora Oscura

Tra le sue innumerevoli qualità si contano l'affinità fisica, psicologica e intellettuale con pony, ippopotami, nutrie ed esseri bassi e tozzi in generale; le doti comunicative con esseri inanimati quali orsetti peluche; la capacità di tessere relazioni amorose immaginarie con personaggi letterari o cinematografici dalla dubbia popolarità. Ma ha anche dei difetti.

Io credo nelle fate. Lo giuro, lo giuro!

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