Amor Sacro e Amor Profano è un dipinto molto celebre di Tiziano Vecellio, carico di un mito dato dalle numerose interpretazioni avanzate dagli storici per tentare di svelarne l’enigmaticità. Come mai tanto mistero?

L’oggetto dell’opera

Due giovani donne sono sedute sul bordo di un antico sarcofago trasformato in una vasca: l’acqua chiara e limpida riempie infatti interamente il monumento funerario. La giovane di sinistra indossa un ampio abito bianco stretto in vita da una cintura dorata, con maniche molto ampie che avvolgono le sue braccia creando elaborati panneggi. Le maniche, all’altezza degli avambracci sono più strette: quella destra è rossa mentre quella sinistra è bianca. La scollatura dell’abito è molto ampia e lascia intravedere le spalle nude sulle quali ricadono i capelli dorati.
L’acconciatura è molto semplice e le lunghe ciocche sono semplicemente raccolte verso la schiena della giovane. La posizione del suo corpo è frontale, con la gamba destra allungata verso sinistra mentre sulla destra poggia la mano opposta che stringe dei fiori. Il suo volto è leggermente girato verso sinistra ma lo sguardo è frontale, con uno sguardo che rivela un carattere deciso e sicuro della propria avvenenza. Accanto alla giovane donna il piccolo Cupido gioca con l’acqua della fonte.
La figura femminile dipinta a destra è nuda e solo parzialmente coperta da un panno stretto intorno ai fianchi. Un mantello rosso ricade fino a terra dalla spalla sinistra. La giovane è seduta sul sarcofago sul lato opposto alla candida sodale. Le sue gambe sono incrociate e tra i piedi è posto un lembo del mantello. Il corpo è posizionato frontalmente mentre il volto è di profilo e lo sguardo pare rivolto verso la giovane di sinistra. La sua espressione è amorevole e partecipe ed i tratti del suo volto sono somiglianti a quelli dell’altra giovane. La mano destra si appoggia con il palmo sul bordo del sarcofago mentre la sinistra è in alto e sorregge una lampada accesa.

Un contesto bucolico

Il sarcofago, trasformato in vasca di raccolta per l’acqua, è decorato sul fronte con un bassorilievo di stile classico. In basso, in prossimità di un giovane alberello, da uno scarico fuoriesce l’acqua che si versa sul prato antistante. Gli alberi dipinti dietro alle due giovani sono in controluce e le loro sagome paiono grandi macchie scure. Infatti, il cielo che sovrasta il paesaggio riproduce l’alba a sinistra e il tramonto a destra.
A sinistra, in alto, è rappresentato un castello con un grande torrione cilindrico. Sulla strada che porta all’ingresso cavalca un cavaliere mentre alcune persone sono ferme di fronte alla porta. In basso, all’interno della collina in ombra in secondo piano, sono raffigurati due conigli bianchi. A destra si trova un centro abitato immerso in un paesaggio fluviale e, lì vicino, due cavalieri sono impegnati nella caccia alla lepre mentre un pastore sorveglia il suo gregge. I due luoghi, nonostante molte ipotesi avanzate, non sono stati identificati con sicurezza.

Possibili interpretazioni

Il titolo dato all’opera non è quello originario: negli anni, infatti, i curatori hanno assegnato diversi nomi al dipinto fino ad arrivare a quello attribuito oggi che risale all’inizio dell’Ottocento. Tra i titoli più noti vi sono Beltà disornata e beltà ornata del 1613, Tre Amori del 1650, Amor profano e Amor divino del 1693, Donna divina e donna profana del 1700. In ogni caso i titoli sono un tentativo di esprimere il dualismo rappresentato nel dipinto ed i connotati simili delle due giovani: la somiglianza dei visi fa pensare in effetti ad una stessa modella e, quindi, alla duplicità di caratteristiche psicologiche di una sola persona.
Secondo l’interpretazione ad oggi più accreditata ( Rona Goffen, 1993), il dipinto Amor Sacro e Amor Profano rappresenta le due realtà del matrimonio. A sinistra è rappresentata la sposa in procinto di diventare moglie: i due conigli bianchi raffigurati dietro la donna indicano appunto la promessa di una numerosa discendenza. La giovane indossa infatti un abito matrimoniale e sul capo una corona di foglie di mirto che simboleggiano l’unione coniugale. Il significato del dipinto farebbe quindi riferimento all’amore privato e sensuale e all’apparenza pudica e casta della sposa in società. Le due figure sono unite dall’acqua della vasca, elemento simbolico mescolato da Amore.

La citazione dei miti classici

In Amor Sacro e Amor Profano è possibile identificare almeno due figure come personaggi classici. Il bambino come Cupido e la giovane nuda. Nel caso della figura femminile sono state avanzate le identificazioni di Venere che convince Medea. Sulla destra del bassorilievo scolpito sul sarcofago è possibile ravvisare la scena di Venere che si punge un piede per salvare Adone assalito da Marte. Sulla sinistra invece si tratterebbe di una scena raffigurante il ratto di Proserpina.

Simbologie del dipinto di Tiziano

Molti autori, negli anni, affascinati dal dipinto enigmatico di Tiziano, hanno pubblicato le loro interpretazioni. Alcuni hanno cercato riferimenti nella letteratura, altri nella filosofia. Sono state accolte soprattutto interpretazioni legate alla filosofia neoplatonica molto seguita a Firenze: attraverso le idee dell’Accademia di Marsilio Ficino le due giovani sono state identificate come Venere Terrena e Venere Celeste. La prima, rappresentata dalla giovane vestita di bianco, simboleggerebbe l’amore spirituale ed eterno. La seconda a destra, invece, l’amore carnale. Lungi dal potervi attribuire un unico significato, è quell’aurea di mistero a rendere ancor più suggestivo ed affascinante questo capolavoro. Anche solo osservandolo con maggiore attenzione si coglie tutto l’equilibrio compositivo dell’opera e, dietro questi aspetti formali, sembra celarsi una possibile chiave di lettura: soltanto dalla compresenza fra sacro e profano può esistere, davvero, la Vita.

Copertina: Tiziano Vecellio, Amor Sacro e Amor Profano, olio su tela, 118 x 279 cm. Roma, Galleria Borghese (1515).

Questo articolo è stato scritto da...

Giacomo Giuri

Collaboratore

Un bradiposo abitante della nostra bradiposa giungla. Ovviamente, è una bestia da tastiera come tutti noi!