Dagli anni Cinquanta in poi, si è assistito a un crescente emergere di movimenti basati su nuovi approcci alla spiritualità o alla religione, che si presentano come alternativa alla cultura prevalente: a tutti questi gruppi si fa generalmente riferimento col nome di “Nuove Religioni”.

Nel Giappone contemporaneo si contano almeno un centinaio di questi nuovi movimenti religiosi. A partire dal Dopoguerra, infatti, si è assistito a un crescente interesse per il Cristianesimo Protestante da una parte e per le Nuove Religioni dall’altra. Queste ultime si sono rivolte principalmente alla classe medio-bassa del Paese, ripescando dalla tradizione quegli elementi considerati ancora attrattivi e fondendoli tra loro per creare tutta una serie di nuove risposte e di nuove pratiche spirituali.
Sebbene mostrino elementi di volta in volta differenti, questi movimenti condividono alcune caratteristiche di base. Si tratta infatti, solitamente, di gruppi nati in un contesto di difficoltà o instabilità (si parla di tre fattori principali: povertà, malattia e conflitto sociale), con persone che si riuniscono attorno a un unico leader carismatico, considerato come un tramite attraverso il quale comunicare con la divinità. In un primo periodo, essi si rivolgono a fedeli esclusivamente giapponesi e si basano su un forte nazionalismo e su credenze millenariste che portano a concentrarsi sulla ricerca della salvezza.

Col passare degli anni e con la crescita di questi movimenti, si assiste anche a dei cambiamenti significativi, che portano a parlare dei movimenti sorti dopo il 1970 come di “Nuove Nuove Religioni” e, successivamente, di “Nuove Spiritualità”. Negli anni Settanta e Ottanta ci si inizia infatti a rivolgere a un pubblico più internazionale e aumenta l’interessa verso esperienze di meditazione, verso la magia e l’occulto, verso tradizioni religiose esotiche. In questo contesto, l’enfasi passa dal gruppo all’individuo. La ricerca di una salvezza nel futuro viene sostituita dalla ricerca di un miglioramento di sé in “questa vita”, anche attraverso la pratica ascetica e l’acquisizione di poteri e abilità particolari, come le tecniche di comunicazione con gli spiriti. Gli studiosi delle religioni parlano, appunto, di un passaggio “from salvation to spirituality”.

Nell’epoca contemporanea, questi movimenti continuano spesso a distinguersi per unire tra loro elementi della tradizione religiosa preesistente a pratiche esoteriche, credenze in fenomeni paranormali e complotti scientifici. Una delle caratteristiche più significative è però l’ampio utilizzo dei mass media, sfruttati sapientemente per sponsorizzare le proprie attività, rivolte soprattutto ai giovani.

Questa tendenza era già evidente in Aum Shinrikyo, la setta divenuta tristemente famosa per l’attentato alla metropolitana di Tokyo del 20 marzo 1995, che con la sua forte presenza mediatica e l’interesse per il progresso scientifico e tecnologico era riuscita ad attirare tra le sue fila tantissimi giovani universitari. Tuttavia, ancora oggi si continuano a sfruttare le potenzialità della rete per la diffusione della propria dottrina. Basti vedere l’attenzione con cui viene curato il sito di Soka Gakkai, una delle scuole buddhiste più famose al mondo, presente anche in Italia. Oppure il proselitismo online portato avanti da Happy Science, di cui si è parlato molto al di fuori del Giappone dopo la pubblicazione di un articolo del New York Times che illustrava le risposte del movimento all’emergenza Coronavirus.

La società dell’informazione

Il fatto che ci si rivolga al pubblico tramite social e comunque tramite campagne di comunicazione e marketing a tutti gli effetti rispecchia quello che in ordine cronologico potremmo definire l’ultimo grande cambiamento sociale dell’umanità.
Uno dei primi grandi cambiamenti a cui abbiamo assistito come società moderna è stato quello della rivoluzione industriale, che cambiò radicalmente i metodi di produzione e diffusione dei prodotti, anche culturali. Da qua si svilupperà poi un ulteriore passaggio, quello alla società post-industriale. Si tratta di un termine coniato dagli studiosi a fine anni ‘60, quando la transizione economica in atto portò l’intera società a spostarsi dal settore secondario a quello dei servizi: questo comportò un maggiore interesse per la ricerca scientifica e per lo studio di tecniche di comunicazione, cosa che porta naturalmente all’ultimo grande cambiamento.

Gli anni novanta del secolo scorso hanno portato con sé il World Wide Web, senza il quale noi de Lo Stato Brado non saremmo qua a scrivere. Una rivoluzione a tutti gli effetti che cambiò radicalmente anche il panorama economico e sociale. Si parla di una transizione ad una società in cui l’importanza della comunicazione supera spesso e volentieri quella del contenuto: in poche parole, non è più tanto importante cosa vendi, ma come lo vendi .
In questo senso, le Nuove Religioni sono riuscite a fare loro le soluzioni che nel tempo hanno adottato le ICC (Industrie Culturali e Creative): al pari di queste, la quasi totalità delle religioni si trova a dover trasmettere e mercificare in molti casi degli oggetti - qua intesi nel senso logico del termine - che spesso coincidono a dei simboli e sono pertanto soggetti ad interpretazione.

Per preservare quindi il simbolo e renderlo accessibile a quante più persone possibile, occorre lasciare libertà nel contenuto, ma operare un grande controllo a valle, ovvero in fase di comunicazione. Così facendo si può riuscire a collocare il simbolo in un contesto di relazione in cui vengono determinati i significati e i bisogni a cui corrispondono l’uso e l’esperienza offerta agli utilizzatori.
Con la giusta strategia di comunicazione insomma, queste Nuove Religioni sono state in grado non solo di raggiungere molte persone, ma anche di indicare loro di cosa avessero bisogno e al contempo offrire una soluzione.

Sciamanesimo urbano

Oltre ai già citati esempi, occorre menzionare lo Sciamano Sugee, uno sciamano urbano - toshi no shaman in giapponese - che opera soprattutto nell’area urbana di Tokyo.
La sua missione è portare tramite la musica lo tsunagari , ovvero una connessione tra il mondo degli uomini e quello degli spiriti. Fin qua, potrebbe sembrare uno sciamano nella norma , ma ciò che lo contraddistingue sono i canali di comunicazione tramite i quali opera: lo si può trovare sul suo sito web, sulla sua pagina Facebook - dove condivide quotidianamente i suoi pensieri - e su Youtube , dove è possibile trovare video delle sue performance, delle sue lezioni alla Freedom University di Tokyo e dei suoi seminari

A differenza delle nuove religioni, lo sciamanesimo urbano giapponese muove dalla tradizione a attinge a piene mani dal passato, ricercando nuovi mezzi di comunicazione per portare avanti la loro missione e cristallizzare la percezione che questa figura ha nel contesto giapponese tradizionale e contemporaneo.

Questo articolo è stato scritto da...

Alessia Zannoni

Fondatrice

Cresciuta a pane e Pokémon e giocatrice di Magic della domenica, colleziono dadi e ripongo in loro la mia più estrema fiducia quando si tratta di prendere decisioni importanti.
Il modo più sicuro per approcciarmi è offrire del cibo, ma mi potete tirare fuori dal guscio suggerendo buone letture e film con cui passare una serata sotto le coperte e con una tisana tra le zampe.

Mezzelfa disadattata per natura, mezzorca per attitudine, Tartaruga per scelta.

Sara Zarro

Signora Oscura

Tra le sue innumerevoli qualità si contano l'affinità fisica, psicologica e intellettuale con pony, ippopotami, nutrie ed esseri bassi e tozzi in generale; le doti comunicative con esseri inanimati quali orsetti peluche; la capacità di tessere relazioni amorose immaginarie con personaggi letterari o cinematografici dalla dubbia popolarità. Ma ha anche dei difetti.

Io credo nelle fate. Lo giuro, lo giuro!