I “diavoli blu”

Il blues è un genere musicale che si può ascoltare sia in forma strumentale sia in forma vocale. Il nome nasce dall’espressione “to have the blue devils”, che letteralmente significa “avere i diavoli blu” ma nella realtà è un’espressione idiomatica per “essere triste, agitato, depresso”.
Tale modo di dire è utilizzato in inglese fin dal Seicento, ma col tempo ha cambiato il suo significato. Se infatti alle origini indicava un effetto dell’astinenza da alcol, dopo la guerra di secessione americana ha cominciato a implicare uno stato di sofferenza, di tristezza o di malinconia.

Queste espressioni sono state poi usate dalla popolazione afroamericana per indicare la musica associata a tale stato e hanno fatto sì che i due significati si fondessero. Anche al giorno d’oggi, nella comunità blues è forte l’idea che la musica sia un modo di esprimere questa saudade.

Il blues e le sue caratteristiche

La forma originaria del blues è semplice e si basa sulla ripetizione di una struttura in dodici battute, su cui viene suonata una melodia, in genere con l’utilizzo delle blue notes, seguita da uno o più giri di improvvisazione.
Infatti, i primissimi musicisti blues non avevano ricevuto un’educazione formale e non erano in grado di lavorare con uno spartito. Da qui, la necessità di uno stile semplice su cui fosse possibile improvvisare. Ovviamente, con il tempo la struttura si è evoluta.

L’idea chiave è quella di dividere le dodici battute in 3 frasi da quattro battute ciascuna, caratterizzandole a livello armonico. Di conseguenza, la struttura si può replicare su qualsiasi tonalità. Nella prima frase musicale viene espresso un problema, nella seconda esso viene descritto meglio, mentre nell’ultima viene risolto.

Musica di estrazione umile…

Il blues ha radici che vanno cercate tra i canti delle comunità di schiavi afroamericani nelle piantagioni di cotone, negli Stati Uniti d’America meridionali. Infatti, la struttura a blocchi di botta e risposta e l’uso delle blue notes evidenziano come il blues sia parente di forme musicali dell’Africa occidentale.
Tuttavia, esso non va confuso con la musica gospel. Questa infatti è una musica sacra, mentre i testi blues possono anche non contenere riferimenti religiosi, quando non sono caratterizzati da empietà, ambiguità e oscenità.

…per identificare e dare unità a una minoranza

In realtà, il blues discende, oltre che dai canti di lavoro, anche da canti religiosi come gli spiritual. Questi però, pur avendo risvolti collegati alla fede, non erano dei veri e propri canti sacri, ma piuttosto una descrizione della condizione umana e del rapporto tra uomo e divinità.
In ogni caso, il blues cresce fino a diventare la forma di musica popolare più registrata al mondo. Tuttavia, per molto tempo, l’esecuzione rimane appannaggio esclusivo della comunità afroamericana e aprirà ai bluesman bianchi solo più tardi.
A partire dagli anni Sessanta, contamina la scena mondiale, definendo nuove forme di musica tra loro molto variegate: si parte dal rock, per arrivare all’RnB e all’hip-hop.

Ma cosa sono le note blu?

Nel gergo musicale, le note blu o blue notes sono delle deviazioni dalla scala che, per noi “occidentali”, è quella standard. Costituiscono un marchio caratteristico del blues, insieme alla dissonanza che causano.
Per improvvisare, le scale più usate sono quella pentatonica, basata su 5 suoni, e quella blues, caratterizzata da una diversità con tutte le scale (maggiori o minori) a cui siamo abituati nella musica “occidentale”.
Su un ascoltatore non abituato, usare una scala come la blues o quelle non temperate tipiche della musica degli schiavi afro-americani evoca un senso di nostalgia e tristezza, che è connesso, come già osservato, a espressioni idiomatiche sul colore blu.

Strumenti più “blu” di altri

Viste le sue origini, i primi strumenti coinvolti sono le percussioni e la voce umana. Le prime tengono il tempo e possono improvvisare, la seconda può tracciare melodie, produrre melismi e fare effetti.
Altri strumenti tipici possono essere gli ottoni e i sassofoni, specie nelle big band. Infine, un ruolo di primo piano è ricoperto dagli strumenti armonici come chitarra, basso, contrabbasso e tastiera. Il loro compito è, infatti, fondamentale: dovranno mantenere il tappeto armonico su cui i solisti andranno a improvvisare. Il modo di suonare il contrabbasso nel blues è abbastanza iconico, in quanto il musicista abbandona il suo archetto e pizzica le corde.
Infine, un grande classico per i controcanti è costituito dall’armonica a bocca, in special modo per il suo timbro graffiante e per la sua particolarità di emettere un suono che non si interrompe se il musicista deve inspirare.

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Marco Ravenna

Autore

Cresciuto a pane, Disney e sostenitore del motto "Ruolare, sempre, duro!", vengo da quella terra di nessuno al confine tra Liguria e Toscana. Modi sicuri per approcciarmi? Invitarmi a una maratona LOTR (edizione estesa, se ve lo steste chiedendo) con drinking challenge o, molto più semplicemente, parlare di fantasy o di matematica.

Il mio motto è Wit beyond measure is a man's greatest treasure, che normalmente completo con "o pleasure, vedete un po' voi". E no, niente P. Sherman, 42 Wallaby Way, Sydney!