Sono ormai secoli che l’arte figurativa e quella musicale viaggiano insieme e sulla stessa linea. Il repertorio artistico è pieno di esempi di opere d’arte in cui è rappresentato uno strumento musicale o il concetto di musica in generale. Troviamo rappresentazioni di strumenti musicali su bassorilievi, manoscritti, piatti in maioliche, arazzi e dipinti. Ci sarebbero davvero tante opere d’arte da analizzare, ma bisognerebbe scrivere almeno 10 articoli su questo tema! Ed è per questo che ho deciso di elencarvene almeno cinque, dopo una lunga, lunga scelta!

“L’inferno musicale “di Hieronymus Bosch.

Il Giardino delle delizie è una delle opere più importanti del pittore olandese Hieronymus Bosch, attivo nella seconda metà del ‘400 e nei primi decenni del secolo successivo. Realizzato tra il 1480 – 1490 circa, è un trittico (chiamato anche Il Millennio) dalla difficile interpretazione artistica (conosciamo bene poco della vita di Bosch), ricco di significati simbolici con riferimenti biblici, astrologici, alchemici e folkloristici, tutti elementi che lo rendono allo stesso tempo una delle opere più ambiziose dell’artista olandese: si presenta chiuso con una straordinaria rappresentazione della Creazione del mondo: una sfera dipinta con la tecnica grisaille dalle sfumature monocrome grigie e bianche; aperto, con un pannello centrale quadrato, divisibile in tre registri, in cui appaiono figure maschili e femminili nude e in atteggiamenti amorosi, figure di creature fantastiche o di frutti e animali ingigantiti che riempiono la scena circondati da architetture, alberi, piante, corsi d’acqua e in lontananza da scorci di montagne; il pannello di sinistra è la raffigurazione del Giardino dell’Eden e riprende i colori del pannello centrale, con tonalità di verde ed ocra.La scena è quella del Paradiso Terrestre, con Dio, Adamo ed Eva raffigurati nel registro inferiore con alcune specie animali.

Ma quello che più sorprende è il pannello di destra: è l’Inferno musicale, un mix di figure umane, animali, creature fantastiche e soprattutto di strumenti musicali. Anche questo pannello è divisibile in tre registri, con lo sfondo in cui sono visibili villaggi bruciati e scene di martirio e dannati che bruciano in una sorta di lago di fuoco, il tutto orchestrato da demoni. Il secondo e il terzo registro del pannello sono invece un mix di corpi ammassati feriti da spade, distesi su crocifissi o strumenti musicali. E sono proprio quest’ultimi ad essere l’elemento che più contraddistingue il pannello di destra: troviamo nel registro inferiore un tamburo, una lunga tromba e un’arpa e un liuto. Il liuto è uno degli strumenti musicali maggiormente raffigurati in opere d’arte, insieme all’organo. Sia il liuto che l’arpa poggiano su un libro con uno spartito musicale e su un corpo nudo su cui è segnato, sulle natiche, un altro spartito musicale (interessante è il lavoro svolto da una blogger statunitense che ha studiato le note raffigurate e le ha trascritte in modo da creare una melodia al pianoforte che pubblicherà con il nome di “Hieronymus Bosch Butt Music”). Interessante è notare come non si tratti di una raffigurazione musicale che vuole comunicare “armonia” o serenità, ma si vuole raffigurare il peccato carnale, con strumenti musicali che vengono utilizzati come strumenti di tortura.

La Santa Cecilia protettrice dei musicisti.

In campo figurativo, la Santa Cecilia è spesso raffigurata mentre suona un organo. Questa iconografia risale al XV, quando un testo della sua Passio (termine usato in agiografia per narrare la morte dei martiri) fu tradotto in modo erroneo e si capì che la Santa stesse cantando per Dio accompagnata da un organo. Da qui nacque la tradizione di venerare la Santa come protettrice dei musicisti, tanto che fu fondato in suo onore il Movimento Ceciliano.
Il primo artista che citeremo, che ha rappresentato la Santa Cecilia, è Raffaello; non dimentichiamo che siamo nell’Anno Sanzio! La Santa Cecilia di Raffaello fu realizzata intorno al 1514, e originariamente era un dipinto ad olio su tavola ma intorno al 1801 fu trasportata su tela pensando che potesse essere così meglio conservata. Si torva oggi alla Pinacoteca Nazionale di Bologna. La scena è quella dell’estasi della Santa, raffigurata al centro della scena, accerchiata da San Paolo, San Giovanni Evangelista e Maria Maddalena. Ai piedi di Cecilia è raffigurata una natura morta di strumenti musicali: tamburelli, triangoli, fluati, sonagli, una viola e un triangolo, mentre la Santa regge in mano un organetto portatile.
Un’altra opera di cui vorrei parlare, che raffigura sempre santa Cecilia, è quella del Museo di Capodimonte di Napoli di Carlo Sellitto. Sellitto fu un pittore napoletano caravaggesco attivo tra la fine del XVI secolo e i primi anni del XVII secolo. La sua Santa Cecilia all’organo è un’opera della “maturità”, in quanto fu realizzata circa un anno prima della sua morte avvenuta nel 1614. Il gioco di luci rende questo dipinto più realistico, finemente rappresentato. C’è una ricerca dello spazio e di una luce più naturale, visibile soprattutto nelle canne dell’organo e nelle fisionomie degli angeli che accompagnano la Santa. Il secondo e il terzo angelo anch’essi suonano uno strumento musicale, violino e liuto.

Strumenti come natura morta.

Quando parliamo di natura morta ci viene subito in mente la Canestra di frutta di Caravaggio databile tra il 1694 e il 1698. Perché Caravaggio insieme a Paolo Porpora, Luca Forte, Giuseppe Recco, fu tra i principali fautori dello sviluppo di questo nuova raffigurazione pittorica sviluppatasi a partire dal XVII secolo. Con Evaristo Baschenis avremo invece i primi dipinti di nature morte di strumenti musicali: viole, liuti e flauti si mescolano con ceste di pere, mele, verdure, pane.
Esistono poi due interessanti tele al Museo di Capodimonte di Napoli dal titolo Pere di giugno e luglio e Pere d’agosto con liuto. Entrambe tele furono realizzate da Bartolomeo Bimbi e sono datate al 1699. Le composizioni di Bimbi sono composizioni più botaniche rispetto a quelle di Baschenis, soprattutto perché Bartolomeo lavorava alla “maniera” di fiorante. Le tele di Capodimonte sono molto simili tra loro: in entrambe sono presenti cartigli che recano la scritta delle varie varietà delle pere raffigurate con l’aggiunta, nella seconda tela, di un liuto elemento che rimanda alla grande attenzione che Bimbi ebbe per i vari soggetti di nature morte.

I suonatori di liuto.

In pittura si trovano molti ritratti o autoritratti che hanno per soggetto persone che suonano il liuto: la prima suonatrice di liuto che voglio citare è quella di Jan Vermeer, databile al 1664 e conservato oggi, in cattivo stato, al Metropolitan Museum of Art di New York. Come in tutte le opere di Vermeer, la scena si svolge in una stanza di una tipica casa olandese: una giovane ragazza suona il liuto seduta dietro una scrivania vicino la finestra da cui proviene la luce che illumina tutta la scena. Sulla scrivania, coperta da una stoffa, sono poggiati dei libri e sedie e una cartina geografica sulla parete completano la scena. Sul pavimento sono presenti altri libri e quella che sembra una viola da gamba.
Al 1615 – 1617 risale l’Autoritratto come suonatrice di liuto di Artemisia Gentileschi conservata nella Curtis Galleries di Minneapolis. Artemisia si ritrasse seduta mentre suona un liuto, vestita con uno splendido vestito blu su cui sono presenti decorazioni in oro sulle larghe maniche.
Alla Washington Gallery è conservata invece la Suonatrice di liuto di Orazio Gentileschi, databile tra il 1612 – 1620 (dunque contemporanea alla tela della figlia Artemisia). La giovane suonatrice è raffigurata seduta di spalle, intenta a suonare il liuto, vestita con un abito giallo e bianco. Sul tavolo sono presenti spartiti e un violino e un flauto.

Amor vincit omnia.

Concludo con uno dei capolavori di Caravaggio: Amor vincit omnia. Fu realizzata agli inizi del 1600 su commissione del marchese Vincenzo Giustiniani. Cupido o Amore è raffigurato al centro della scena circondato da vari oggetti (liuto, violino, un’armatura, una squadra, un compasso e una coroncina) che indicano la musica, la guerra, il potere e il disegno. È un’opera fortemente iconografica ed iconologica, che vuole rappresentare la vittoria dell’amore sulle arti. Il Cupido è quasi sicuramente un ritratto di un giovane garzone amico di Caravaggio, noto per il suo voler rappresentare la naturalezza in ogni campo. Questa tela fu una delle più importanti tele della collezione di Giustiniani insieme al Suonatore di liuto.

Questo articolo è stato scritto da...

Mariana Palmentieri

Autrice

Il pianeta delle libellule danzanti era troppo noioso per lei: zaino in spalla e macchina fotografica al collo, si parte per la Terra! Accolta da monumenti, musica rock e bontà culinarie, la libellula ha deciso di stabilirsi su questo strano pianeta abitato da strani esseri viventi per studiare e scoprire la cultura del pianeta blu!

P.S. datemi una pizza e nessuno si farà del male.